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Nuovi tetti di spesa Asl

E’ notizia di ieri, peraltro nemmeno poco pubblicizzata prima, che è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il nuovo decreto che conferma il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti, ma con una riduzione media dei tetti di spesa del 19% rispetto a quanto sancito dal Decreto Veronesi del 2001.

Comunque fino a quando non verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, le cose resteranno come sono.

Inoltre, ogni Regione (almeno per ora) sarà autonoma nella decisione dei livelli da applicare.

La decisione è stata presa a seguito della modifica della normativa europea, che ha abolito dal 2013 i prodotti dietetici, oltre al calo dal 2006 a oggi dei prezzi dei prodotti senza glutine.

Il risparmio per le casse dello Stato è stimato in oltre 30 milioni all’anno, e rappresenta un’importante riserva di risorse per venire incontro ai bisogni terapeutici dei pazienti che saranno diagnosticati nel prossimo futuro, che sembra possano essere il triplo di quelli di oggi.

Il prossimo obiettivo sono i buoni digitali spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria Regione di residenza, cui lavorerà congiuntamente il Ministero della Salute con quello della Funzione Pubblica.

 

Ma come vengono decisi i tetti di spesa?

I tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti senza glutine attraverso i buoni erogati dal Servizio Sanitario Nazionale sono strettamente correlati ai LARN, i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, stabiliti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana.

I nuovi LARN del 2014, più sofisticati e maggiormente aderenti agli stili di vita più diffusi, vedono ridotti i fabbisogni energetici medi rispetto ai riferimenti utilizzati nel 2001– dichiara Caterina Pilo, Direttore Generale di AIC – il calo dei tetti dipende da questo e dalla riduzione dei prezzi dei prodotti senza glutine visto che rispetto al 2006 il costo di pane, pasta e farina ha registrato un calo del 7% nel prezzo medio globale in farmacia e fino al 33% nella grande distribuzione. AIC ha tuttavia insistito perché fossero utilizzati i prezzi applicati in farmacia, canale ancora prevalente e disponibile a tutti i celiaci ovunque, in tutta Italia. I tetti attuali lasciano quindi sostanzialmente invariato il potere di acquisto del 2001, quando il decreto Veronesi introdusse per la prima volta, dopo venti anni, il tetto di spesa in base alletà, genere e relativi fabbisogni energetici”.

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Ma come cambiano i tetti di spesa?

I tetti di spesa sono il prodotto del costo a caloria della dieta senza glutine e sono fissati in base all’età, al genere e ai relativi fabbisogni calorici.

Nelle fasce di età 6 mesi-5 anni e 6-9 anni, il tetto sale rispettivamente a 56 e 70 euro (prima era 45  e 62 euro), rispettivamente per bambine e bambini.

Dai 10 ai 13 anni il tetto sale a 100 euro per i maschi e 90 euro per le femmine.

Dai 14 ai 17 anni diventa 124 euro per i maschi e 99 euro per le femmine per poi scendere nella fascia 18-59 anni a 110 euro per i primi e 90 per le seconde. Negli over 60 il limite massimo di spesa mensile scende a 89 euro per i maschi e 75 euro per le femmine.

 

 

 

 

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